Ultima modifica: 15 Luglio 2020

Documento tecnico del Gruppo Regionale di Supporto Operativo all’attuazione del Piano Scuola 2020/21 costituito con Decreto Direttoriale prot. n. 204 del 29 giugno 2020 – Piano Scuola 2020/21

1. Gli attori del processo

Nella mattinata di venerdì 10 Luglio si è tenuta l’ultima riunione operativa del Tavolo regionale (USR, Regione Toscana, ANCI e UPI regionali). In tale occasione è stata ribadita e condivisa la necessità di una strettissima collaborazione fra Enti Locali e scuole affinché, nel rispetto delle competenze e prerogative di ciascuno, si raggiunga l’obiettivo comune di riaprire le scuole a Settembre in presenza e in sicurezza. Si invitano pertanto i dirigenti scolastici a intensificare e concretizzare – ove necessario – le interlocuzioni con gli enti locali di riferimento al fine di individuare le soluzioni rispetto al permanere di eventuali criticità; la medesima sollecitazione è stata rivolta da questo Ufficio alle rappresentanze regionali di comuni e province affinché sensibilizzino in tal senso i loro associati. Le decisioni relative agli interventi sull’organizzazione didattica nell’immediato futuro, in esito ai risultati degli interventi degli altri soggetti coinvolti e già indicati nella piattaforma dell’USR Toscana, saranno quindi operate dall’istituzione scolastica autonoma.

2. Il distanziamento

La criticità fondamentale, da cui tutte le altre discendono, è rappresentata dal distanziamento, da considerarsi come fattore modificabile in quanto i DPCM che si sono susseguiti, le indicazioni del CTS, le note a verbale dello stesso hanno dimostrato come il dato sia “storicamente determinato”, soggetto a notevole elasticità in base: – ai contesti di applicazione; – alla situazione pandemica. Di fatto, nella stessa istituzione scolastica, esso assume valori e modalità applicative diverse in relazione a: – tipo di spazio agito; – grado di appartenenza dell’istituzione scolastica; – condizione e natura degli edifici a disposizione dell’istituzione scolastica stessa. Non dobbiamo nemmeno dimenticare che: 1) laddove è la classe a rappresentare l’unità di riferimento, esso deve essere calcolato secondo una modalità geometrica; 2) laddove si agisce sulla sezione della scuola dell’infanzia, il distanziamento assume confini più labili che, dal rigorismo metrologico, devono necessariamente basarsi su una valutazione relazionale che tiene conto: a) dello spazio disponibile; b) della numerosità degli attori che lo agiscono; c) della tipologia delle azioni che vengono proposte agli attori stessi. Relativamente ai gradi dalla primaria in su, nella mattinata del 9 Luglio il CTS ha trasmesso al Ministero dell’Istruzione il proprio verbale del 7 Luglio; in tempo reale questo USR ha trasmesso tale verbale alle scuole toscane. In questa comunicazione, il CTS ha ulteriormente chiarito che la distanza fra gli studenti di un metro lineare fra le rime buccali debba intendersi in situazione statica, dalla posizione seduta al banco, demandando all’uso della mascherina le situazioni di movimento; parimenti il CTS ha ribadito la distanza di 2 metri fra il docente e l’alunno. Alla luce di questa fondamentale precisazione è necessario che le scuole rivedano – ove non già provveduto – la rivalutazione delle capienze degli spazi disponibili e ad aggiornare i dati in piattaforma; da una prima sommaria analisi di questi, anche accostando superfici e numeri di alunni comparabili, emerge che alcune scuole hanno già provveduto in tal senso, ritrovando una capienza “normale” in aule valutate, in un primo momento, di capienza non sufficiente, mentre altre scuole non hanno ancora operato in tal senso Nel compiere tale valutazione, appare utile – qualora non già noto– condividere con i rispettivi RSPP il citato verbale CTS e la presente nota, al fine di una proficua e pragmatica collaborazione rispetto alle valutazioni e determinazioni da assumere.

3. Distanziamento in situazione statica

Nell’aula dove opera la classe è previsto che, in essa, gli alunni: entrino; si siedano al banco; Infine escano dall’aula stessa a conclusione della lezione. Pertanto – una volta organizzato l’accesso all’aula secondo modalità che tengano conto delle stesse esigenze di distanziamento e/o con i dovuti dispositivi di protezione di cui dovrà essere data contezza nel Regolamento dell’istituzione scolastica – il distanziamento interno all’aula deve essere considerato nella sua esclusiva dimensione “statica”. Altro sarà lo spazio utilizzato per attività di natura diversa dalla lezione ordinaria. Laddove non sia possibile modificare il layout delle postazioni di lavoro, ed è questo il caso di molte aule attrezzate e di alcune tipologie di laboratorio, il distanziamento fisico, pur rimanendo nel contesto del metro da bocca a bocca, dovrà essere rispettato valutando, caso per caso, le tipologie dei posti di lavoro e la possibilità che il personale possa mantenere almeno 2 m di distanza dall’allievo più vicino stando nella posizione a ciascuno destinata. Quindi massima attenzione va prestata alla definizione del layout dell’aula o del laboratorio, solo strumento che potrà consentire di comprenderne la effettiva capienza. Per la costruzione dei layout le istituzioni scolastiche potranno facilmente rilevare le dimensioni utili dai sopralluoghi – in molti casi già effettuati – e dalla documentazione agli atti della scuola. Il posizionamento degli arredi, i banchi per quanto riguarda le aule, dovrà essere costruito, caso per caso, in relazione alla conformazione spaziale delle stesse, tenendo conto dei criteri distanziometrici indicati dal CTS – attualmente attestati nella misura minima di cm 100 fra rima e rima buccalei – e della dimensione dei banchi stessi che entrano appieno nel calcolo distanziometrico, rispettando i valori minimi di passaggio previsti dalle vigenti normative antincendio. Si richiamano inoltre semplici accorgimenti quali: – ridurre il numero degli arredi superflui come: armadi non essenziali, appendiabiti a colonna e così via; – verificare la corretta disposizione di lavagne, LIM, attrezzature di videoproiezione, etc. Tutto ciò, oltre ad aumentare lo spazio utile, favorirà le operazioni di pulizia che dovranno essere condotte secondo le modalità previste dalle indicazioni volta a volta vigenti. Potremmo dire, semplificando al massimo, che l’unico elemento innovativo rispetto a come le scuole hanno sempre operato, anche nel corrente anno scolastico, nella configurazione delle classi, è rappresentato dal metro statico “da bocca a bocca” fra gli studenti e i 2 metri fra insegnante e studente. Suggeriamo anche l’utilità di: – fissare in apposite schede, evidenti all’esterno, la capienza di ciascuna aula; – indicare le posizioni standard dei principali arredi attraverso una segnaletica riportata sul pavimento delle aule stesse. Come già espresso nel verbale del CTS è previsto l’uso della mascherina nelle situazioni di movimento/spostamento. Laddove è possibile, per conformazione delle postazioni di lavoro e per natura delle procedure collegate alle attività laboratoriali, è consigliabile delimitare lo spazio destinato a ciascuno studente. I laboratori possono, più delle aule, presentare problemi di “contenimento” degli studenti connessi al distanziamento. In questo caso entrano in gioco le forme di flessibilità da considerare e che sono quelle legate alla piena esplicitazione dell’autonomia didattica delle istituzioni scolastiche. Dopo 20 anni dalla definizione dei termini dell’autonomia delle istituzioni scolastiche in materia di progettazione educativa, di organizzazione didattica, ci sembrerebbe pleonastico suggerire soluzioni che trovano ormai da anni nella libera determinazione degli organi collegiali e del collegio dei docenti in primo luogo, la loro forma più piena.

4. Il distanziamento e l’educazione motoria

Anche la situazione delle palestre rappresenta un tema di complessa risoluzione. In questa condizione di criticità molti istituti tendono ad utilizzare, in ultima istanza, le palestre per attività didattiche ordinarie limitando od esaurendo lo spazio disponibile per le attività motorie. In questo caso il contesto di riferimento deve necessariamente coinvolgere la comunità locale come suggeriscono le indicazioni del Piano scuola 2020-21. Questo potrebbe tradursi in suggerimenti quali la definizione di circuit training di cadenza temporale estesa (plurisettimanale/mensile) nel quale concentrare attività individuali specifiche ampliando le tipologie di azione da svolgere anche in periodi concentrati, a rotazione, anche fra più scuole insistenti sulle stesse strutture. Diventa inoltre necessario, per motivi legati alla sanificazione, limitare – laddove possibile – le rotazioni negli spazi chiusi destinati ad attività motorie. Pertanto è consigliabile, negli ordini di scuola secondari di primo e secondo grado, trovare soluzioni che consentano di ridurre gli interventi di pulizia e sanificazione degli spazi agiti. Va ricordato che negli spogliatoi il distanziamento va mantenuto e quindi la possibilità della loro utilizzazione va considerata in relazione alla numerosità dei gruppi volta a volta coinvolti.

5. Il distanziamento nelle sezioni dell’infanzia

Riprendendo quanto detto in apertura è utile indicare alcuni accorgimenti nel rispetto della relazione spazio-attività-numero degli alunni partendo dalla considerazione che nella scuola dell’infanzia non è previsto il distanziamento minimo invece attivo dalla primaria in poi. Relativamente a ciò nella scuola dell’infanzia si ricorda che: a) seppur con criteri meno stringenti rispetto agli altri ordini di scuola, è necessario evitare un eccessivo affollamento dell’aula ricorrendo, ove possibile, ad attività educative e didattiche organizzate in gruppi utilizzando gli spazi a disposizione; b) i bambini di età inferiore ai sei anni non dovranno indossare la mascherina; c) è necessario, all’interno delle routine, dedicare un tempo maggiore al rispetto delle norme igieniche; d) le docenti e i collaboratori scolastici della scuola dell’infanzia è raccomandabile che indossino idonei dispositivi di protezione individuale avendo cura che non venga meno la riconoscibilità e la possibilità di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini; e) è necessario regolamentare le modalità di accompagnamento e di ritiro dei bambini da parte degli adulti; f) è consigliabile prevedere attività all’aperto in spazi delimitati qualora le condizioni meteorologiche e le norme di sicurezza lo consentano.

6. Distanziamento, disabilità e inclusione scolastica

Nella definizione delle attività rivolte agli alunni con disabilità certificata, si ricorda: 6 a) di rispettare le indicazioni sul distanziamento fisico tenendo conto della numerosità e della tipologia di disabilità; b) di garantire il più possibile la didattica in presenza; c) che non è obbligatorio l’utilizzo di mascherina per gli studenti con forme di disabilità certificata non compatibili con l’uso continuativo della stessa; d) che, non potendo garantire il distanziamento fisico del docente di sostegno dallo studente con disabilità certificata, il lavoratore potrà usare insieme alla mascherina chirurgica, dispositivi di protezione per occhi, viso, mucose, oltre a guanti in nitrile; e) per garantire una vera dimensione inclusiva, per alcune tipologie di disabilità, è opportuno prevedere accomodamenti ragionevoli come previsto dall’art. 5 della Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità del 13 dicembre 2006.

7. Gli ordinamenti e il tempo scuola

La gestione dei tempi può essere una valida soluzione qualora le disponibilità e le capienze degli spazi risultino insufficienti. Preme tuttavia ricordare che, al momento, non sono previste deroghe agli ordinamenti vigenti in merito al numero dei giorni di scuola e al monte ore dei diversi gradi di istruzione/indirizzi. Parimenti, risulta da evitare una riduzione del tempo scuola (tempo pieno, tempo prolungato ecc.) rispetto a quanto scelto dalle famiglie e autorizzato in sede di organico di diritto. Potranno invece essere utilizzate tutte le altre leve di gestione del tempo scuola previste dagli ordinamenti e dall’autonomia scolastica.

8. L’organico aggiuntivo

La richiesta di organico aggiuntivo per la realizzazione delle forme di flessibilità che le scuole, in situazione di carenza di spazi, intendano attuare va indicata nella piattaforma USR Toscana. La richiesta non può essere intesa come automatica autorizzazione. Appare evidente che la consistenza delle richieste di organico aggiuntivo per il personale collaboratore scolastico deve scaturire da un’attenta valutazione dell’organico assegnato in diritto e circoscritta a quelle situazioni che ne prevedano l’effettiva necessità. A mero titolo di esempio si segnala: a) ulteriori spazi rispetto a quelli attualmente in uso; b) accompagnamento sistematico di studenti in aree esterne; c) procedure di sanificazione particolarmente complesse; d) necessità di ulteriore sorveglianza in presenza di un consistente incremento del numero dei punti di accesso all’istituzione scolastica. Le richieste relative al personale docente devono tenere conto del pieno utilizzo delle risorse esistenti, in particolare di quelle assegnate per il potenziamento e già in carico all’istituzione scolastica. Deve essere prevalente la destinazione di queste ultime per l’attuazione delle forme di flessibilità organizzativa e di eventuale riorganizzazione modulare della didattica.

9. La didattica in modalità blended

La possibilità della didattica blended deve essere considerata come estrema ratio, laddove non ci siano le condizioni per favorire il rientro a scuola di tutte le studentesse e gli studenti, che rappresenta l’obiettivo primario assegnato alle istituzioni scolastiche dal Ministero dell’Istruzione e raccolto, come obiettivo, da parte di tutto il sistema scolastico statale e paritario. Le Linee Guida del Ministero prevedono, in particolare per le scuole secondarie di II grado e laddove le condizioni di contesto non rendono possibile una esclusiva didattica in presenza, la possibilità di una didattica digitale integrata, di una didattica cioè “modalità blended”, mista. La condizione prima per rendere effettiva ed efficace la realizzazione di una tale modalità è l’analisi delle opportunità tecnologiche (device, rete, etc.) a livello di utenza. Altra condizione è accompagnare la necessaria integrazione nel PTOF di tale modalità con una riflessione a livello di comunità professionale sul senso e sul significato di una didattica mista, mediante la quale la modalità standard, in presenza, spesso affidata alla “lezione frontale”, viene affiancata da attività che richiedono supporto digitale. Riflessione necessaria visto che il Blended Learning è una metodologia didattica attiva, nata negli anni ’60, fortemente contestuale, per cui la sua applicazione può variare da situazione a situazione, e prevedere vari modelli: a) rotazione (gli studenti alternano lo studio attraverso i dispositivi elettronici e le piattaforme alla lezione in presenza); b) self blended (gli studenti approfondiscono l’apprendimento in presenza con materiale condiviso nelle piattaforme digitali); c) faccia a faccia (l’insegnante integra la lezione in presenza con strumentazione digitale, anche con un gruppo classe in presenza o un altro a distanza); d) modalità flipped classrom (rovesciamento dell’impostazione tradizionale, in cui la lezione frontale non trova più spazio).

10. I trasporti

La gestione dei trasporti – sia per quanto riguarda il trasporto scolastico gestito dei comuni che per il trasporto pubblico locale utilizzato dagli studenti – rappresenta senza dubbio un elemento di elevata complessità, per certi versi più critico rispetto alla gestione degli spazi scolastici. E’ del tutto evidente che, a fronte dell’enorme sforzo in atto per garantire la riapertura in presenza, è necessario che i soggetti a vario titolo responsabili dei trasporti permettano agli studenti stessi di raggiungere le scuole. Nella citata riunione del Tavolo regionale del 10 Luglio scorso, questo ufficio ha posto con forza il tema trasporti ai soggetti istituzionali titolari del servizio affinché, nel più breve tempo possibile, si addivenga alle opportune determinazioni in merito. Gli enti preposti hanno assicurato massimo impegno; sarà cura di questo ufficio informare le scuole e i territori rispetto a sviluppi in merito

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